Roma Ostia 2017: prima settimana di preparazione

Una corsa di 12 km in solitaria sabato al tramonto nel centro città. Si è conclusa così per me la prima settimana di preparazione alla Roma Ostia Half Marathon.

Anche se una vocina dentro di me (che assomigliava tantissimo alla voce del coach) mi diceva di proseguire con squat, affondi e addominali, ho deciso di passare una Domenica di riposo. La settimana è stata caratterizzata da tre allenamenti freddi, freddissimi. Martedì sono stati 40 minuti in progressione nel buio del Montestella, Giovedì l’allenamento in pista è stato uno dei più gelati del secolo. Prima i venti minuti di “riscaldamento” e poi le ripetute, iniziate e finite con le dita dei piedi e delle mani congelate. 8×400 con 200 di recupero camminando. Il tempo da tenere nella ripetuta lo determina l’obiettivo del tempo finale di gara. Io che vorrei tanto stare nelle due ore, dovevo fare i 400 stando nei 2’10”. Non so se è perché in pista si va più veloce o perché ero convinta che spingendo di più probabilmente si sarebbero scongelate le dita dei piedi. Fatto sta che il tempo medio tenuto è stato di 1’55”. Sabato pomeriggio infine sono uscita anticipando i miei 12 km della tabella previsti per domenica. Essendo sola, non avevo voglia del noioso tragitto lungo il Naviglio e ho così optato per attraversare il centro città, nella varietà di persone e auto che il sabato pomeriggio animano le strade per lo shopping, i saldi e la spesa nei supermercati. Correre in città non è mai facile ma è senz’altro meno noioso (soprattutto quando si è soli) e il vantaggio del farlo a bassissime temperature è che non ti puoi mai fermare neanche quando vorresti (se non ai semafori rossi).

DSC08979

 

Torniamo alla preparazione per la Roma Ostia Half Marathon, torniamo ai protagonisti che compongono il gruppo di corsa di cui faccio parte. Che poi alla fine è il gruppo che anima e alimenta la passione e gli obiettivi, grazie anche e soprattutto ai nostri allenatori, Alessandro Arboletto, uno dei più competenti preparatori atletici in assoluto e la campionessa italiana di ultra maratona Lorena Brusamento. Insieme, con passione e umiltà, sono diventati la guida e la certezza di molti podisti che accanto a loro hanno raggiunto risultati impensabili. Come la nostra Rita Lentini, che nel giro di poco tempo, da runner dilettate è passata a maratoneta. E’ lei la “Runner of the week” di questa prima settimana.

IMG_1429
Rita Lentini

Avvocato milanese e mamma, si è affacciata al mondo della corsa solo di recente, raggiungendo grandi traguardi in breve tempo. Amante del buon vino e del cibo buono, godereccia di natura, trova sempre una tapasciata a cui abbinare un meritato ristoro. La sua più grande qualità è l’entusiasmo: non esiste gara in qualsiasi parte del mondo che lei non sogni di correre. Non appena accenni a una trasferta podistica, Rita ha già raccolto tutte le informazioni nei minimi dettagli. In pratica è nata pronta. Credo sia l’unica donna al mondo che non vede l’ora di arrivare ai 50 anni, per due motivi precisi: festeggiare con una bella gara in Europa o in qualche posto esotico, passare di categoria e avere quindi più possibilità nelle competizioni di classificarsi ai primi posti.

Che cosa è per te la corsa?

La corsa è energia, mi carica e mi fa scaricare negatività e tensione; è condivisione, ma anche tempo e spazio solo per me; è svuotare la testa per ascoltare solo le sensazioni del corpo, ma anche l’occasione per riflessioni e meditazioni profonde

Come ti sei avvicinata alla corsa?

Le camminate veloci al parco sotto casa sono diventate corsa grazie allo stimolo di un’amica e ho tentato la prima gara; la vera svolta però è arrivata quando ho iniziato a frequentare, nella primavera del 2015, i corsi organizzato dal Comune di Milano, grazie ai quali, non solo ho iniziato un allenamento più tecnico e con maggior frequenza (4 giorni alla settimana, fino ad allora avrei pensato che fosse da fanatici, che non avrei mai trovato il tempo..), ma soprattutto ho conosciuto sia il gruppo con cui ho condiviso bellissime esperienze, che gli allenatori che l’anno scorso mi hanno portato a “traguardi” che non avrei immaginato.

Quali sono le tue aspirazioni/sogni nella corsa?

Divertirmi, prima di ogni altra cosa; avere l’occasione per viaggiare (anche a pochi km, da casa, dove abitualmente non andrei), conoscere altri runners, continuare a condividere tanti bei momenti sportivi e conviviali con il mio gruppo, fare sport, mantenermi attiva e in salute, “sfidare” me stessa e migliorare i risultati, ma senza troppa ansia.

Quali obiettivi ti sei posta quest’anno?

L’anno scorso è stato così appagante (la prima mezza maratona e, incredibilmente, dopo qualche mese, la realizzazione di un sogno con la prima maratona) che sono ancora soddisfatta e carica; vorrei migliorare ancora il tempo sulla mezza maratona e, magari, nella seconda metà dell’anno, affrontare una seconda maratona all’estero.

Che valore dai alla corsa, come metafora della vita?

La corsa è assolutamente metafora della vita; c’è tutto: difficoltà, fatica, emozioni, imprevisti, felicità data da momenti o da piccoli/grandi traguardi, crescita, maturazione, trovare in se stessi le risorse, non mollare, affrontare i problemi senza darsi per vinti in partenza; serve assolutamente la preparazione atletica, ma deve esserci anche “testa” e questo ritengo sia l’insegnamento più prezioso che si possa trarne.

Meglio in gruppo o da sola?

Assolutamente meglio in gruppo, non avrei preparato, con lo stesso entusiasmo e quasi senza sentire la fatica, la mia prima maratona se lo avessi fatto da sola; non avrei fatto tutti i lunghi preparatori e la gara senza una “socia” grintosa e generosa (Roberta); anche una corsetta al parco nel fine settimana è diversa, se fatta in compagnia, con chiacchiere, risate e il rito del caffè finale. Poi la passione rimane e corro anche da sola, non mi ferma la mancanza di compagnia, e colgo l’occasione per ascoltare musica, perdermi nei miei pensieri, esplorare nuovi percorsi anche vicino a casa.

Hai modelli che ti ispirano, oppure trovi sempre dentro di te la motivazione necessaria?

Sono fortunata, sono circondata da modelli: i miei allenatori prima di tutto, sia perché sono atleti che hanno conseguito obiettivi incredibili, sia per tutto ciò che trasmettono, oltre alla tecnica, come persone, negli allenamenti. Sono modelli, poi, i miei compagni di corsa, ognuno a suo modo, chi mi corre davanti, chi al mio fianco, chi un po’ più dietro, da ognuno ho ricevuto stimoli e occasioni di confronto. Si aggiunge poi la passione che è sopraggiunta inaspettata nella mia vita ma che è il motore alimentato dal combustibile dei modelli.

Impressioni sull’allenamento che stai affrontando per il tuo prossimo obiettivo?

Il programma di allenamento è iniziato da poco, ma ne sono soddisfatta, è organizzato di settimana in settimana, è possibile recuperarlo in autonomia se non si riesce a partecipare alle sessioni, e prevede lavori diversificati. Mi piace molto che la domenica si possano “fare i km” in gare e soprattutto tapasciate e che siano previsti degli allenamenti in pista che mi “caricano” parecchio, la pista è faticosa, ma regala belle sensazioni, ognuno nel suo piccolo può sentire di “spiccare il volo”.

Obiettivo tempo sulla mezza maratona?

Mi sono posta un obiettivo di 1h 50′ che già è un miglioramento rispetto al mio miglior tempo conseguito inaspettatamente (e quindi con tanta soddisfazione) a distanza di due settimane dalla mia prima maratona. Proverò a realizzarlo nella mezza di Roma – Ostia, con il mio gruppo e con un soggiorno in una città meravigliosa, l’arrivo al mare: ottimi incentivi per conseguirlo.

Ci vediamo settimana prossima, vi parlerò della seconda settimana di preparazione e il coach darà qualche consiglio per migliorare la corsa.

DCIM100GOPRO
Sui tempi e sulle foto bisogna migliorare

 

Tags from the story

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *