Roma Ostia 2017: quinta settimana di preparazione

Sono già passate cinque settimane dall’inizio della preparazione: la concentrazione è alta e bisogna rimanere ben focalizzatati sull’obiettivo. Dicono che le tecniche di visualizzazione sono utili quando ci concentriamo sul processo che ci permetterà di raggiungere i nostri obiettivi. Creare periodicamente (al mattino per esempio, appena svegli) nella nostra mente l’immagine di noi stessi che ci impegniamo nel perseguire i nostri traguardi, di fatto ci sprona all’azione. Mentre visualizzare esclusivamente il risultato desiderato può provocare stress e quindi ha delle controindicazioni. Voi avete mai provato ad aiutarvi in questo modo?

Il consiglio del Coach Alessandro Arboletto

“Molti allenamenti che abbiamo previsto in questa preparazione alla Roma Ostia si basano sul concetto delle CRI “Corse Ripetute Incrementali”, cioè ripetute continue a velocità crescente e distanza decrescente.
Questo tipo di seduta, oltre ai vari adattamenti fisiologici alla velocità ci consente soprattutto di allenare la capacità di aumentare la nostra velocità in uno stato di stanchezza sempre più crescente,  dote che più che fisica risiede nella nostra capacità di sopportazione della sofferenza e della fatica. Utilissimo nella gestione dei fine gara, quando magari si richiede
un ultimo sforzo massimale per centrare il nostro obiettivo”.

Lunedì ho recuperato i 10 km che non avevo fatto domenica scorsa. Se dovessi scrivere un racconto su com’è andato l’allenamento di quel pomeriggio lo intitolerei più o meno così: “Fare il P.B. sul naviglio da sola di lunedì e poi quando sono in gara mai una gioia”. Martedì invece i soliti 40 minuti di corsa fondo medio sono stati sostituiti da un allenamento speciale con il mitico Gelindo Bordin (campione olimpico di Maratona Seul ’88 – allego video qui sotto per i ragazzi nati tardi che non lo conoscono). E’ stato un vero onore correre con questo campione così gentile e competente. L’occasione di questo incontro è stata la presentazione delle nuove scarpe di Diadora, di cui Gelindo ha spiegato tutte le caratteristiche tecniche del nuovo modello e poi ci ha accompagnato a provarle lungo il Naviglio per testarle. Una corsa di mezz’ora davvero piacevole, con il sole di mezzogiorno che ha fatto capolino per scaldarla un po’.

Giovedì non sono riuscita ad allenarmi con il gruppo. Non c’è cosa peggiore di dover fare le ripetute da sola. Erano 3.000 – 2.000 – 1.000 – 1.000 con due minuti di recupero attivo. Mi sono scelta un anello da 500 metri nel parco e ho iniziato a fare il criceto. Non è stato semplice ma sono arrivata alla fine. L’allenamento di sabato mattina come sempre lo racconta il coach Alessandro:

“Anche questa settimana si arriva all’allenamento del Sabato dopo l’impegnativo lavoro del giovedì sulle ripetute medie e lunghe dai 3000 ai 1000…!
Le gambe non ne vorrebbero sapere , anche in vista dei 16 km previsti per la domenica, ma tant’è. Questa volta di salite neanche l’ombra, perché sono state sostituite dal temuto allenamento dei “Bidoni”, che a dir la verità solo pochi componenti del gruppo già conoscono, ma sembra che la fama lo preceda. Si parte Dal Campo XXV Aprile e di corsa ci si trasferisce al Parco di Trenno: dopo circa 3,5Km di riscaldamento, ci immettiamo sul classico giro di 4Km del parco ed è proprio qui che cominciano
i bidoni. Parlo dei bidoni dell’immondizia che con cura sono disseminati lungo i sentieri del parco, copiosi e a distanze varie, formando degli intervalli che passano dagli 80 mt per arrivare anche ai 400/500 mt. Il “gioco”, se cosi vogliamo chiamarlo, sta nel percorrere questi intervalli, alternandone uno a velocità pressoché massimale a uno di recupero. Il bello sta che nessuno può prevedere quale sia la distanza percorsa in massimale e quella da percorrere in recupero e in questi casi, si sa, il recupero è sempre troppo breve.
Finiamo comunque l’allenamento indenni… con un’oretta di corsa sulle gambe, pronti per l’immancabile terzo tempo!”

La settimana si è conclusa con la trasferta di ieri ad Abbiategrasso per l’ottava edizione della “Salamellando”, dove mi sono presentata con scarpe da running bianche tirate a lucido per correre nei campi tra il fango e le pozzanghere. Ma questi sono solo dettagli, sono stati comunque 16 km di corsa dignitosa, con ristoro finale a base di pane e salamella.

Runner of the Week è la donna che non molla mai: Elisa Castellano. Tenacia e volontà di ferro contraddistinguono Elisa, partita in sordina e arrivata sotto lo striscione della Firenze Marathon lo scorso novembre (la sua prima maratona), con l’espressione di chi esce soddisfatta dal camerino di un negozio indossando un nuovo vestito che le calza a pennello. Sicuramente ha sofferto durante quei 42 km. Avrà visto la madonna o il muro dei 35 km. Ma l’espressione risoluta e il suo dolce sorriso lasciano intravedere ben poco. Nata e cresciuta a Lecce, ha studiato a Pavia e Milano (laurea + master) e da 8 anni è impiegata in Banca. Nel tempo libero le piace andare a teatro e al cinema e non guarda mai la tv. Ecco l’intervista:

Elisa all’arrivo della Firenze Marathon

Che cosa è per te la corsa?

La corsa è un regalo che faccio a me stessa, quando sono stanca, stressata o triste ridimensiona i problemi, mentre quando sono carica e positiva è un modo per sfogare l’energia che sento dentro.

Come ti sei avvicinata alla corsa?

Ho iniziato a correre due anni fa circa frequentando un corso del Comune di Milano, era un periodo particolare della mia vita ed è stata l’occasione per distrarmi e respirare aria nuova, ho avuto la fortuna di conoscere Trainers appassionati e professionali tra cui Alessandro e Lorena e da allora non ho più smesso.

 Quali sono le tue aspirazioni/sogni nella corsa?

Un sogno l’ho già realizzato a Novembre portando a termine la maratona di Firenze, al momento vorrei solo continuare a divertirmi.

 Quali obiettivi ti sei posta quest’anno?

Dopo aver raggiunto l’anno scorso obiettivi imprevisti quali la prima mezza maratona e la prima maratona, ora vorrei lavorare sulla velocità e la forza muscolare.

Che valore dai alla corsa come metafora della vita?

La corsa è la prova che se ti poni un obiettivo e ti impegni puoi raggiungere qualsiasi risultato, se un anno fa mi avessero detto che avrei corso anche solo 20 km di fila non ci avrei mai creduto ed invece…

 Meglio in gruppo o da solo?

Il gruppo ti consente di sentire meno la fatica e di superare i tuoi limiti grazie al sostegno dei compagni, senza il gruppo non avrei raggiunto nessun risultato. A volte sento però mi piace correre da sola per seguire il mio passo ed il mio respiro e concentrami sui miei pensieri.

Hai modelli che ti ispirano oppure trovi sempre dentro di te la motivazione necessaria?

Ho degli esempi importanti vicino, Lorena con le sue ultramaratone e la sua determinazione e Alessandro per la passione e la serenità che trasmette, parlando con loro tutto sembra possibile. Anche i componenti del gruppo con cui sto preparando la Roma Ostia sono per me un grande esempio, uomini e donne solidali, allegri ed incoraggianti che riescono a conciliare la famiglia con interessi personali e sono pieni di proposte.

Impressioni sull’allenamento che stai affrontando per il tuo prossimo obiettivo?

Questa tabella di allenamenti è la più impegnativa che ho affrontato, stiamo lavorando molto sul mio punto debole che è appunto la velocità. Il lavoro settimanale in pista è una novità molto divertente e stimolante.

Obiettivo tempo sulla mezza maratona?

L’anno scorso ho partecipato a due mezze maratone ufficiali ed in entrambe il mio tempo è stato di 2 ore e 4 minuti, se a Roma riuscissi ad impiegare anche solo un minuto in meno ne sarei contenta. L’obiettivo rimane per me sempre e comunque divertirmi durante la gara e non perdere mai la voglia di affrontarne di nuove.

Ogni settimana è completamente diversa dalle altre. La fatica aumenta ma con essa arrivano anche piccolissimi e impercettibili progressi che fanno venire voglia di andare avanti sempre al meglio. Ne riparliamo lunedì prossimo.

Buone corse!

Cristina

xxx

 

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